• ADELE

    Adele é nata il 7 agosto del 1923, a Varapodio, un paese della Calabria. L’ultima di 7 figli, cresciuta presto, abituandosi sin da piccola ad essere di aiuto in casa, secondo tutti i crismi del patriarcato, che vedevano i figli maschi educati diversamente. Una notte di Natale, sua madre ebbe un malore e la perse. Le era molto legata ed era ancora così piccola.

    La sua vita cambio’ da allora, ed io non potevo non raccontarne almeno una parte.

    So che suo padre dopo poco tempo si risposò, la sua famiglia divenne numerosa e come si usava una volta, decise lui con chi doveva fidanzarsi e poi sposarsi Adele.
    Le cose però non andarono così, non accettando quella decisione, contattò segretamente dei parenti a Roma e scappò per raggiungerli. Il primo enorme gesto di coraggio e dignità, che intraprese, perchè da lì in poi nulla fu semplice, per questa donna incredibile.
    La sua ospitalità andò ben oltre la gentilezza, approfittandosi del suo genuino desiderio di ricambiare, divenne piu’ una domestica, che una nipote ospitata. Mentre trovò lavoro presso una sartoria, si innamorò del fidanzato di una sua collega,( questo dettaglio mi fece sempre sorridere) il sentimento era ricambiato e iniziarono la loro relazione, che diventò ufficiale.
    Luigi era un uomo per bene, anche lui venuto a Roma dal suo paese calabro, un falegname che lavorava sodo e che portò con sè madre e sorell
    e, provvedendo a loro.
    Vivevano in una specie di baracca, come tanti immigrati, in una zona della periferia di Roma che conosco bene.

    Adele rimase incinta. Luigi presentò a sua madre, la donna che amava e dalla quale avrebbe avuto un figlio. La risposta che ricevettero fu quella di una tipica donna abituata a vecchie regole. All’ obbedienza, alla sottomissione, alla forma, alle malelingue che dettavano legge e che l’avrebbero etichettati come persone poco per bene(come accadde del resto in quel paesino insulso, avendo saputo la notizia). Così lei si permise di definire Adele, guardandola negli occhi, una poco di buono e che invece di ricevere la sua benedizione, per lei “LO AVREBBERO POTUTO TRANQUILLAMENTE BUTTARE” riferendosi naturalmente al bambino. Tutto questo in un dialetto calabrese, pieno di disprezzo, che non saprei nemmeno ripetere, ma che ho sentito pronunciare bene.
    Purtroppo Luigi non aveva la forza che Adele mostrava ogni volta che serviva. Lui non andò contro il volere della madre, che egoisticamente preoccupata della sua sussistenza e dell’altra figlia, non lo lasciava andare per la sua strada.
    Adele ne prese un’altra di strada, con grande difficoltà e senso di solitudine, cercò aiuto dalle suore. Le quali le diedero la possibilità di stare lì, partorire ed essere accudita, in cambio vollero che allattasse uno degli orfani del convento e così accadde.

    Il 14 dicembre del 1949 nacque Luigi Jr. Nonostante la rabbia per il suo amato, dare il suo nome al bambino, confermò solo che i sentimenti erano sempre presenti.
    Per fortuna la megera non ci mise moltissimo a morire e Luigi, che non si era mai allontanato da lei, fece di tutto per riconquistarla.
    La quale( con i suoi tempi ) lo perdonò, nonostante la sua giustificata rabbia e delusione per essersi sentita abbandonata.


    Il 21 giugno del 1951 si sposarono.
    Erano innamorati davvero. Ebbero un altro figlio e la loro vita, semplice, economicamente difficile, andò avanti. Adele era una madre incredibilmente all’avanguardia. Il suo ruolo con Luigi totalmente paritario, con i figli invece, molto complice.
    Quando il figlio maggiore, si innamorò giovanissimo della ragazzina bella che passava spesso dove lui giocava a calcio sotto casa, vedendo l’interesse tra i due che cresceva, gli disse subito di farla salire in casa, piuttosto che rimanere per strada, che non era sicuro.
    Ebbe sempre una mentalità aperta, accogliente, pratica, ma sensibile.
    I 2 ragazzini rimasero insieme per almeno oltre 50 anni, si sposarono e sono ancora insieme.

    Anche la ragazzina che poi divenne la nuora, venne conquistata da quella donna così speciale, così forte ed ingegnosa, rispettosa e moderna. Per la nuora rappresentava una madre a tutti gli effetti, senza togliere nulla alla propria.

    Rimase vedova presto.
    Un altro momento buio, che la riportò alla solitudine, di chi ha lasciato le sue radici lontano (anche se marce a mio giudizio ).

    MA lei era lei, ha cercato di tirare fuori tutte le risorse, non facendosi vedere mai triste.
    La sua vita modesta nella casa popolare aveva i suoi ritmi, viveva della pensione del marito e si ingegnava spesso per ogni cosa che poteva aggiustare o adattare
    .
    C’erano i suoi figli certo e poi arrivarono i nipoti.

    E qui posso alzare le piume come un pavone e prendermi il primo posto per il suo grande amore dichiarato al mondo e totalmente reciproco, di nipote numero 1.


    La mia infanzia è stata lei, le mie risate, i suoi giochi inventati per me. I miei occhi grandi si spalancavano davanti alla sua creatività.

    I suoi racconti inventati, piu’ divertenti ogni volta che li ripeteva. Le sue confidenze di racconti “da grandi” alla bambina che ero, perchè non avendo nessuno, credo le venisse naturale farlo con chi pendeva dalle sue labbra.

    Non dimenticherò mai la mia gioia quando potevo stare con lei.
    La sua presenza nella mia vita era il regalo piu’ grande, i profumi che mi riportano a lei violentemente, come in un racconto di Proust, mi colpiscono ancora.

    Lei è stata il mio grande amore
    Difficile da spiegare, i nonni, quando sono stati dei nonni amorevoli sono sempre ricordati con molto trasporto emotivo, penso sia anche dovuto all’età in cui l’abbiamo vissuti…..

    Posso affermare tuttavia e con tutta me stessa anche grazie alle parole di chi l’ha conosciuta, che quella donna, fosse veramente una donna oggettivamente unica.

    Potrei scrivere e scrivere ancora di lei… forse non finirei piu’.
    Avevo 12 anni quando l’ho persa, in un pomeriggio, a casa mia, nel giro di poche ore e questa rabbia di avermela portata via, lo ammetto, non è mai svanita.

    A volte mi sembra che più’ siamo selettivi e scegliamo le NOSTRE persone, piu’ il destino a si riveli beffardo e ce le faccia perdere, lasciandoci in un vuoto incolmabile per molto tempo.

    Ora mi rivolgo a lei nelle difficoltà, nei pochi momenti di gioia e ho la certezza, che se fossi potuta crescere con lei, averla nella mia vita, oggi sarei una donna migliore.
    Adele mia del mio cuore.


    ADELE E ANGELA, LA NUORA AMATA DA QUANDO ERA PICCOLA (MIA MAMMA )

  • IL TEMPO, LO ABBIAMO INVENTATO NOI.

    UNO SCRITTORE E’ TALE SOLO QUANDO DIMOSTRA UNA QUALCHE CAPACITA’ DI ANALIZZARE, SE NON QUANTO HA SCRITTO, I MOTIVI CHE L’HANNO SPINTO A SCRIVERE.” M.FOIS
    • Sì lo so, dopo una certa età, abbiamo tutti un momento “blog” nella testa.

    Ho letto spesso, che ci sono un sacco di regole, scritte o non scritte, nell’approcciare alla scrittura, soprattutto quella del mondo virtuale. Al tempo stesso viene sempre specificato che si deve restare spontanei e che a meno che non abbiamo intenzione di pubblicizzare una nostra attività, sarebbe bello lasciare fluire sulla tastiera i nostri liberi pensieri. Così mi sono trovata davanti a questo schermo più volte, divisa tra criteri e riflessioni spontanee da condividere senza sapere da dove iniziare. Anche perchè come spesso succede, penso che la cosa giusta stia nel mezzo….e questo vale un po’ per tutto, almeno per me.

    IL TEMPO

    Una volta non facevo che rivolgere il pensiero al passato. Conservavo qualsiasi cosa, soprattutto quello che era scritto, da me o per me. Non andavo avanti senza voltarmi col pensiero a situazioni analoghe, paragonandole, cercando qualche aiuto dall’esperienza, vivevo di nostalgia, quella che ti ostacola. C’è stato un momento di svolta e non ricordo perchè, se non che fosse un periodo di pace dopo la tempesta, in cui ho preso tutto e l’ho gettato. Da li’ in poi, valeva solo la visione futura, conservo poche cose, e quando una di queste si rompe, non sento nemmeno quel distacco che mi faceva star male. Credo siano le sofferenze, negli anni è diventato più facile agire in questo modo.

    Dunque… è da un pò un’ ossessione, questo Tempo. Sta sfuggendo dalle mani. Quello che abbiamo inventato noi: ore, giorni, mesi e anni, che vanno avanti inesorabilmente e ad una velocità raddoppiata rispetto a quando vivevo la mia infanzia felice e la mia adolescenza piena di amici e scoperte, come la maggior parte di chi mi sta intorno. In parte ho una fottuta paura, in parte sono consapevole che se anche fossi più appagata, quella velocità sembrerebbe comunque maggiore, rispetto ad una volta, quindi non posso farci nulla.

    credevodiaveretempo

    Così nel frullatore della mia testa, dopo aver provato talmente tante esperienze e chissà poi perchè uno tende a ricordare le più dolorose, che a quanto pare scalfiscono in profondità, io ho pensato molto al tempo che mi resta .... Ecco la cosa bella e' che ho pensato a questo da tutte e due le prospettive, anche se per mia  natura, la prima e' stata la meno illusoria.
    Quello che mi lascia stordita è che IO so come vorrei impiegare il periodo che mi viene regalato, so come posso viverne tutta la pienezza, come mi farebbe sentire, come lo affronterei e non parlo in maniera materiale, non totalmente insomma. Solo che non posso e sono certa che a provare tutto questo, siamo in tanti. Mai come adesso che siamo stati costretti a confrontarci faccia a faccia con noi stessi.

    Cosi' CREDEVO DI AVERE TEMPO per fare molte cose, ma quel tempo se n'è andato con qualcuno di importante ed insieme a lui tante illusioni ed è rimasta solo la certezza che QUEL tempo, non tornerà più.

    Così come credevo di averlo e il mio spirito di sopravvivenza che mi tiene a galla, pensa che tutto sommato ci sono ancora luoghi, colori ,risate e la musica, che mi ricorda sempre quanto sia importante non perdere l'immaginazione, di sorridere alla solitudine che di solito è amica, di non averne timore invece, quando non la vedo come un'alleata.



    Se ho deciso di scrivere, mentre approccio a corsi per imparare anche un minimo, quello che riguarda la scrittura creativa, è perchè  adoro farlo da sempre, perchè scrivere mi aiuta a restare a galla, ho capito che più del trovare il famoso interesse nuovo, sia un'esigenza.
    Volevo allo stesso tempo condividere parole.
    Non bastava piu' il diario personale, perchè dietro di noi c'è una storia e per qualcuno arriva il momento di volerla raccontare ad altri.


    Ho capito inoltre che non avendo la passione della cucina, giardinaggio o dei prodotti di bellezza ne' tanto meno del fantastico mondo che ruota intorno ai bambini. Un argomento interessante su cui relazionarmi, fosse me e la mia crescita personale. Qualcosa che non ho mai smesso di fare.
    Questo comporterà anche una condivisone di una buona ricetta ogni tanto, meravigliose esperienze di viaggio, qualche dritta su camelie giapponesi o vecchia musica new wave.
    Ma saranno pagine che compongono la mia persona.
    Quindi intanto ho scritto il primo articolo e mi piace pensare, che anche solo una persona ci sia cascata dentro per caso e comprenda questa minuscola parte di me.
  • It was raining cats and dogs

    Espressione sempre simpatica, così mentre pagaierò con la mia smart verso l’ufficio, cercherò di ricordare quanto mi facesse sorridere

    Questo è uno dei gruppi della mia vita e il brano onirico l’ho sempre paragonato ad una poesia.

  • “Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia”

    SE I MORTALI SI GUARDASSERO DA QUALSIASI RAPPORTO CON LA SAGGEZZA, LA VECCHIAIA NEPPURE CI SAREBBE

    TUTTI I GIORNI MI METTO IN MACCHINA E QUEI 5 KM CHE MI SEPARANO DAL POSTO DI LAVORO, TUTT’ALTRO CHE SCORREVOLI, DIVENTANO UNA SPECIE DI CONFESSIONALE MODERNO. POTREBBE SEMBRARE ORDINARIO, APPROFITTANDO DI UN PO’ DI TEMPO IN CUI SI E’ RACCOLTI, PARLARE CON QUALCUNO CHE VOGLIAMO SENTIRE, NULLA DI STRANO.

    INVECE NO, I MIEI INTERLOCUTORI PREFERITI SONO: IO, CHE MI PARLO DA SOLA, MI ASCOLTO, MI INCORAGGIO O RIFLETTO COME SE MI AVESSI ACCANTO, TANTO DA ARCHITETTARE QUESTA COSA DI TENERE UN AURICOLARE PER SENTIRMI MENO A DISAGIO,SE VENISSI AFFIANCATA DA ALTRE MACCHINE AI SEMAFORI. O ANTONIO, MIO COLLEGA, CONFIDENTE E AMICO TANTO AMATO DA 15 ANNI, CHE IL COVID HA STRAPPATO ALLA VITA, PORTANDOSI VIA UNA PARTE DI ME. QUALCOSA DI CUI NON RIESCO A SCRIVERE FINO IN FONDO.

    DUNQUE OGGI POSSO SERENAMENTE DICHIARARE, CHE HO MOLTO DA DIRE IN QUESTA VITA, MA LE PERSONE CHE SCEGLIEREI, PERCHE’CAPACI DI ASCOLTARE VERAMENTE, SONO SEMPRE MENO E NON RIUSCIRE PIU’ AD ACCETTARE I COMPROMESSI E LE CHIACCHIERE DI CIRCOSTANZA, CHE IN FONDO NON MI SONO MAI APPARTENUTE, NON AIUTA. MA VA BENISSIMO COSI’,COME VA BENISSIMO CHE OLTRE A COLLOQUIARE CON ME STESSA 🙂 VEDENDO ANCHE BUONI RISULTATI TUTTO SOMMATO. DOPO AVER INIZIATO PER GESTIRE UNA MANCANZA TROPPO GRANDE, HO FINITO PER SENTIRMI TOTALMENTE A MIO AGIO, A FARE 2 CHIACCHIERE CON I MIEI CARI DEFUNTI E NATURALMENTE POI A CASA GRANDI SCAMBI, CON I MIEI ANIMALI…NIENTE DI PIU’ NATURALE E APPAGANTE PER ME.

    OGGI ALL’ ANDATA, AVEVO COME AL SOLITO IL CERVELLO CHE ELABORAVA MILLE PENSIERI, LA SOMMA DI : SCADENZE DA PAGARE, TENTATIVI DI RICORDARE A MENTE GIORNI DI VISITE E CORSI FORMATIVI PREVISTI, IN UNA MISCELA DI: RICORDI, PICCOLI PROGETTI, PAROLE CHE MI SONO RIMASTE INDIGESTE DI QUALCHE COLLEGA…

    PAROLE, CHE HO FATTO MEGLIO A LASCIAR PASSARE, VISTO CHE APPARTENGO A QUELLA TIPOLOGIA DI PERSONE, CHE RICORDA IL TELEFILM HULK. LA VERSIONE ANNI 80 NATURALMENTE.

    QUEL BELL’ UOMO CON LO ZAINETTO CHE SI SPOSTAVA CONTINUAMENTE, CON UN SOTTOFONDO DI UNA MUSICA TRISTE, MA TRISTE. CHE VOLEVA VIVERE UNA VITA SERENA E FARSI I CAZZI SUOI E INVECE, A FORZA DI ROMPERGLI L’ANIMA, LO RIDUCEVANO L’ OMONE VERDE CHE CONOSCIAMO, CHE LANCIAVA TUTTO E TUTTI, ESATTAMENTE COME VORREI FARE IO…MA STO LAVORANDO MOLTO SULLA GESTIONE DELLA RABBIA, COSI’ HULK, HO DECISO NON POSSA ESSERE IL MIO IDOLO.

    DUNQUE TORNANDO AI MIEI POCO PIU’ DI 5 KM DI TRAGITTO DELL’ ANDATA, NON FACEVO CHE PENSARE A COME GESTIRE QUESTA GIORNATA ESTENUANTE CHE MI ASPETTAVA, RIPENTENDOMI SUSSURRANDO STAVOLTA, SE STAVO DIVENTANDO PAZZA, PAZZA DAVVERO (SEMPRE RIDACCHIANDO OVVIAMENTE, MI OSSERVO, MA NON MI SPAVENTO, QUASI MAI). ME LO CHIEDO PER TUTTO QUELLO CHE ANCORA CERCO DI FARE, QUANDO IN REALTÀ MI SENTO COME SE AVESSI VISSUTO 20 ANNI IN PIÙ E PENSARE SEMPRE SEMPRE SEMPRE…È TALMENTE FATICOSO, CHE MI STANCA FISICAMENTE.

    VORREI SPEGNERE UN INTERRUTTORE, CAMMINARE, RESPIRARE E GUARDARE QUELLO CHE C’È INTORNO, GODENDOMELO, TUTTO QUI.

    HO PARCHEGGIATO.

    L’ANSIA (CON LA QUALE CONVIVO DA QUANDO ERO PICCOLA, TANTO CHE ORMAI SARA’ DIVENTATA UN ORGANO NUOVO NEL MIO CORPO) MI STAVA LETTERALMENTE UCCIDENDO. HO CHIESTO AD ANTONIO SE PENSA CHE NE VERRO’ MAI FUORI, MA NON MI E’ SEMBRATO CONVINTO. (SORRIDO ANCHE ORA PER QUESTA COSA, HO BISOGNO DI PARLARE CON LUI E NON POSSO, ANZI HO UNA PAURA FOLLE, INGIUSTIFICATA, DI DIMENTICARLO, ALLORA OGNI TANTO GLIELO DICO, ANCHE SE NON AVRÒ RISPOSTA)

    IL RITORNO A CASA.

    E’ STATO TOTALMENTE UNA BUIA RIFLESSIONE E UN SENTIRE NUOVAMENTE QUEL SENSO DI SOLITUDINE, CHE NON MI E’ ALLEATA ANZI. QUESTO PERCHE’ IO IN REALTA’ LAVORO CON MOLTE PERSONE ED E’ VERO CHE QUANDO SI E’ IN TANTI, MA CI SI SENTE SOLI QUASI INVISIBILI, NON PIU’ CERCATI E SENZA FAR PARTE DI QUALCOSA, COME ERA IN PASSATO, LA GIORNATA SI OFFUSCA COME LA NUBE ENORME IN DONNIE DARKO… ED IO L’OSCURITA’ LA CONOSCO BENE E NON MI FA PAURA…QUESTA PERO’ E’ UNA SENSAZIONE DIVERSA.

    IO SONO DIVERSA, LORO PROBABILMENTE LO SONO, MA È MOLTO PIÙ PROBABILE CHE IN TANTI SI SIANO SEMPLICEMENTE RIVELATI. QUESTI COLLEGHI, CON LA LORO IPOCRISIA E LE PAROLE SUSSURRATE, CHE MI HANNO FATTO SENTIRE SBAGLIATA, TROPPO UMORALE, INDELICATAMENTE, FINGENDO SPESSO.

    ACCETTARSI È COMPLICATO. LO SAPPIAMO, CI SONO STATA MALE, ORA LA SITUAZIONE LA VEDO MEGLIO DA FUORI, SO COLLOCARE MEGLIO, MA AMMETTO CHE A VOLTE, NON FACCIA MENO MALE.

    COMUNQUE IO RESTO CRISTALLINA, NON SUBDOLA, È LA NATURA, LA PAGHI. E NON LA CAMBI.

    “IO STO BENE IO STO MALE IO NON SO COME STARE” COME FERRETTI ASSERIVA, E’ LO SLOGAN DI TUTTA LA VITA ORMAI.

    RIASSUMENDO, TUTTI MIEI PENSIERI PIU’ INTENSI QUINDI ARRIVANO IN MACCHINA DURANTE QUESTO TRAGITTO PER L’AEROPORTO DI FIUMICINO, ANDATA E RITORNO, PROPRIO COME SE PARTISSI, COME FACEVO SPESSO QUALCHE ANNO FA. ORA LO FA LA MENTE.

    LA CITAZIONE DEL SAGGIO ” ELOGIO ALLA FOLLIA ” DI ERASMO DA ROTTERDAM, MI HA SEMPRE INCANTATO.

    SOPRATTUTTO ACCOSTATO AL VIDEO DI UNA PUBBLICITÀ’ DI AUTO, FATTA MOLTO BENE. MI PIACE E MI DISPIACE AL TEMPO STESSO, RICORDARE OGNI TANTO, CHE IN POCHI ANNI, QUELLA PARTE PIU’ SCANZONATA DI ME, SE NE SIA ANDATA INSIEME ALLA LEGGEREZZA, ALLA COMPAGNIA DEGLI ALTRI, ALLA CONDIVISIONE. IN UN GRAFICO IMMAGINARIO DELL’ ANIMO DI EMANUELA, LA FETTA PIÙ GRANDE RIMANE QUELLA DALLE SFUMATURE DARK, MI MANCANO UN PO’ I COLORI PASTELLO CHE NE FACEVANO COMUNQUE PARTE E INVECE SBIADISCONO.

    SE SOLO FOSSIMO PIÙ’ FATUI, ALLEGRI E DISSENNATI, GODREMMO FELICI DI UN’ ETERNA GIOVINEZZA’

    https://youtu.be/ssvjghB30HU

  • CI VUOLE CORAGGIO

    PARCO NAZIONALE E RISERVA DEL KATMAI

    Qualche sera fa ho deciso di scrivere un articolo, su quello che stavo vivendo con la persona che frequentavo da più di 4 anni.

    Ho messo li’ in primo piano la nostra foto che adoro e ho pensato che scrivere mi potesse far sentire meglio, premetto che erano parole già dette a lui con onestà.

    Una bella storia la nostra, o qualsiasi cosa fosse, non importa

    Quando pero’ il tempo passa e uno dei due si lega di più, mentre l’altro non se la sente di allontanarsi, ma nemmeno di provare a costruire insieme qualcosa, si resta in questo limbo, da cui è difficile uscire, perche’ in fondo…… io stavo bene con lui. Una qualità di tempo passato insieme da non dare per scontato.

    La cosa buffa e’ che, dopo aver espresso le mie emozioni, mi sono sentita più leggera e sono andata a dormire, ignara del fatto che LUI, fosse uno dei miei followers tramite email. Questa cosa fatta sicuramente al momento dell’ iscrizione, ce l’eravamo dimenticata entrambi.

    Così, il mio articolo, quello che volevo tenere così privatamente per me e i bloggers che seguo, è arrivato anche a lui. Ora questa cosa mi fa sorridere, quando L’ ho scoperto ero nel panico, come se avessi rivelato il vero terzo segreto di Fatima.

    Adesso dopo esserci visti, parlato, pianto un pò… nonostante non sia mai pronta agli addii, lascio stare quest’ uomo nella sua confusione sulla vita e se’ stesso, come desidera. Lo lascio alle sue preoccupazioni, accettando che non ci sarò più’ nella sua vita. Sembra facile in effetti a dirlo…

    Nel frattempo, nel panico ho cancellato tutto e va bene così (soprattutto il suo contatto email).

    ALASKA LASCIANDO IL PARCO NAZIONALE DI DENALI

    Mi sento come in un frullatore, la mancanza è un sentimento devastante. Oggi però mentre ero al lavoro ho realizzato quanto maturiamo nel tempo, sempre che non smettiamo mai di lavorare su di noi ovviamente, anche se e’ estenuante. Ho realizzato dopo tanto tempo vissuto nelle difficolta’ e il dolore, che mentre raccolgo i miei cocci e sono cosciente di essere un’ anima danneggiata ormai, per molti, molti motivi…Sto cercando di ritrovare il coraggio nella mia vita, in mezzo a tutto questo caos e senso di abbandono.

    Un coraggio, che devo ricordarmi di avere, non è più un meccanismo automatico, non è facile, ma cavolo uno ne ha passate tante, arrivera’ una tregua, si imparerà a gestire.Credo che il segreto sia tutto lì , saper gestire.

    A proposito di coraggio, mi è subito tornato in mente, come mostro nelle foto, una delle cose piu’ fiche che abbia potuto fare nella vita. Stare in una radura dell’ Alaska in mezzo ai grizzly liberi nel loro habitat naturale, l’adrenalina mista gioia tira fuori un gran coraggio, soprattutto quando ti rendi conto che la tua guida, donna di un metro e 55, non aveva nemmeno lo spray anti orso. Oggi a pensare a quanto fossi vicina, mi sembra una follia.

    Tutto è andato bene però, anzi..

    Insomma mi sembra che in ogni cosa ci voglia coraggio, dall’alzarsi la mattina, pensando che non sia inutile farlo. Al convivere con gli altri, anche se la selezione al riguardo è sempre più rigida. A non lasciarsi risucchiare da una vita di lavoro, aspettando di avere i giorni liberi, per fare quello che si deve fare, invece di fare quello che uno ama fare. E così anche il coraggio di amare, qualsiasi essere sentiamo importante, noi in primis.

    Notte Bloggers

  • Gli aquiloni ti riportano indietro nel tempo.

    LOS ROQUES

    Ho visitato posti di mare, talmente belli da farmi chiedere a volte se fossero reali, o solo presenti nella mia testa.

    Ho anche delle giornate però, fotografate nella mente, che testimoniano a me stessa, quanto in realtà sia stata fortunata, perché sì… ero lì, per fortuna sono stata lì.

    Non mancherà la voglia di parlare di una delle tante avventure e dei viaggi che hanno plasmato la mia persona, rendendola migliore, in tutto… ma non ora.
    CITAZIONE SEMPRE APPREZZATA

    Stasera mi è tornata in mente una giornata di mare. L’anno scorso ho passato qualche giorno con i miei e mi sono ritrovata a vivere il mare, stando in una piccola casa in affitto, che ti permette di godere dei colori del tramonto dal terrazzo. Talmente vicina al mare, che la notte, lasciando la finestra aperta, potevi sentire le onde e devo dire che non è proprio come quando metti su Spotify, la musica per aiutare a dormire.

    È una sensazione incredibile.

    Dunque settembre in alcuni punti del litorale laziale, può rivelarsi ancora un mese che regala molto.

    Piano piano stavano tutti lasciando la spiaggia, io invece preferisco restare sempre fino all’ora di cena. Poca gente, bambini rumorosi che si avviano a casa con i genitori, i miei genitori che rincasano ormai presto, con le loro necessarie abitudini, che non puoi assolutamente modificargli e la possibilità quindi di potermi concentrare su qualcosa che mi rimane sempre difficile fare. Guardare.

    Il cielo era pieno di Aquiloni, tutti intorno. Per grandi, che si lasciano portare dal vento e per piccoli, che passavano avanti e indietro grazie ai venditori inarrestabili. Tutti quei colori, quel volteggiare, non può non riportare alla memoria quando eri piccolo, se come la maggior parte di quelli della mia età, si viveva il mare per quasi tre mesi di vacanze.

    C’è stato un momento in cui, un Kite fuori controllo si e’ avvicinato cosi’ tanto a noi, che immaginai si potesse impigliare al lettino di mia madre, presa nella sua lettura da non accorgersene e se la portasse via. Ho creduto di poterla vedere fluttuare nel blu, serena, col suo libro e il cappellino di paglia da uomo. Me lo ricordo bene, perché non riesco più facilmente a lasciare spazio alla fantasia, quella fu una piacevole eccezione dopo tanto tempo.

    Mia madre sorrideva cosi’ poco. Non sentivo una sua risata da giorni, la sua stanchezza, a causa nostra e il suo non riuscire più a rilassarsi, l’avevano resa una donna quasi irriconoscibile. Al limite dell’anaffettività. Proprio lei, che mi ha insegnato ad essere fisica con chi amo… ma le cose cambiano per tutti ed io non posso voler fare quello che mi viene istintivo fare, cioè avere il controllo delle cose.

    Eravamo ormai rimasti in pochi. Un ragazzino che lancia vicino la riva una rete da pesca, con la bravura di un uomo. Tre lanci perfetti e quella rete pero’ rimasta vuota, per fortuna.

    Poi c’e’ questa giovane donna, su una piccola sdraio color aragosta. Ad un certo punto lei guarda il mare, fin quando si crea una linea definita di sole, probabilmente è il momento che preferisce. Il vento l’aiuta, ma lei non sa piu’ respirare come una volta. Ogni tanto continua a guardarsi intorno, per esercitarsi.

    Quando si accorge che è ora di rientrare, sa solo che le emozioni diverse vissute in quella giornata, banale per molti, lei le ricordera’, anche dopo un anno.