• IL TEMPO, LO ABBIAMO INVENTATO NOI.

    UNO SCRITTORE E’ TALE SOLO QUANDO DIMOSTRA UNA QUALCHE CAPACITA’ DI ANALIZZARE, SE NON QUANTO HA SCRITTO, I MOTIVI CHE L’HANNO SPINTO A SCRIVERE.” M.FOIS
    • Sì lo so, dopo una certa età, abbiamo tutti un momento “blog” nella testa.

    Ho letto spesso, che ci sono un sacco di regole, scritte o non scritte, nell’approcciare alla scrittura, soprattutto quella del mondo virtuale. Al tempo stesso viene sempre specificato che si deve restare spontanei e che a meno che non abbiamo intenzione di pubblicizzare una nostra attività, sarebbe bello lasciare fluire sulla tastiera i nostri liberi pensieri. Così mi sono trovata davanti a questo schermo più volte, divisa tra criteri e riflessioni spontanee da condividere senza sapere da dove iniziare. Anche perchè come spesso succede, penso che la cosa giusta stia nel mezzo….e questo vale un po’ per tutto, almeno per me.

    IL TEMPO

    Una volta non facevo che rivolgere il pensiero al passato. Conservavo qualsiasi cosa, soprattutto quello che era scritto, da me o per me. Non andavo avanti senza voltarmi col pensiero a situazioni analoghe, paragonandole, cercando qualche aiuto dall’esperienza, vivevo di nostalgia, quella che ti ostacola. C’è stato un momento di svolta e non ricordo perchè, se non che fosse un periodo di pace dopo la tempesta, in cui ho preso tutto e l’ho gettato. Da li’ in poi, valeva solo la visione futura, conservo poche cose, e quando una di queste si rompe, non sento nemmeno quel distacco che mi faceva star male. Credo siano le sofferenze, negli anni è diventato più facile agire in questo modo.

    Dunque… è da un pò un’ ossessione, questo Tempo. Sta sfuggendo dalle mani. Quello che abbiamo inventato noi: ore, giorni, mesi e anni, che vanno avanti inesorabilmente e ad una velocità raddoppiata rispetto a quando vivevo la mia infanzia felice e la mia adolescenza piena di amici e scoperte, come la maggior parte di chi mi sta intorno. In parte ho una fottuta paura, in parte sono consapevole che se anche fossi più appagata, quella velocità sembrerebbe comunque maggiore, rispetto ad una volta, quindi non posso farci nulla.

    credevodiaveretempo

    Così nel frullatore della mia testa, dopo aver provato talmente tante esperienze e chissà poi perchè uno tende a ricordare le più dolorose, che a quanto pare scalfiscono in profondità, io ho pensato molto al tempo che mi resta .... Ecco la cosa bella e' che ho pensato a questo da tutte e due le prospettive, anche se per mia  natura, la prima e' stata la meno illusoria.
    Quello che mi lascia stordita è che IO so come vorrei impiegare il periodo che mi viene regalato, so come posso viverne tutta la pienezza, come mi farebbe sentire, come lo affronterei e non parlo in maniera materiale, non totalmente insomma. Solo che non posso e sono certa che a provare tutto questo, siamo in tanti. Mai come adesso che siamo stati costretti a confrontarci faccia a faccia con noi stessi.

    Cosi' CREDEVO DI AVERE TEMPO per fare molte cose, ma quel tempo se n'è andato con qualcuno di importante ed insieme a lui tante illusioni ed è rimasta solo la certezza che QUEL tempo, non tornerà più.

    Così come credevo di averlo e il mio spirito di sopravvivenza che mi tiene a galla, pensa che tutto sommato ci sono ancora luoghi, colori ,risate e la musica, che mi ricorda sempre quanto sia importante non perdere l'immaginazione, di sorridere alla solitudine che di solito è amica, di non averne timore invece, quando non la vedo come un'alleata.



    Se ho deciso di scrivere, mentre approccio a corsi per imparare anche un minimo, quello che riguarda la scrittura creativa, è perchè  adoro farlo da sempre, perchè scrivere mi aiuta a restare a galla, ho capito che più del trovare il famoso interesse nuovo, sia un'esigenza.
    Volevo allo stesso tempo condividere parole.
    Non bastava piu' il diario personale, perchè dietro di noi c'è una storia e per qualcuno arriva il momento di volerla raccontare ad altri.


    Ho capito inoltre che non avendo la passione della cucina, giardinaggio o dei prodotti di bellezza ne' tanto meno del fantastico mondo che ruota intorno ai bambini. Un argomento interessante su cui relazionarmi, fosse me e la mia crescita personale. Qualcosa che non ho mai smesso di fare.
    Questo comporterà anche una condivisone di una buona ricetta ogni tanto, meravigliose esperienze di viaggio, qualche dritta su camelie giapponesi o vecchia musica new wave.
    Ma saranno pagine che compongono la mia persona.
    Quindi intanto ho scritto il primo articolo e mi piace pensare, che anche solo una persona ci sia cascata dentro per caso e comprenda questa minuscola parte di me.
  • Gli aquiloni ti riportano indietro nel tempo.

    LOS ROQUES

    Ho visitato posti di mare, talmente belli da farmi chiedere a volte se fossero reali, o solo presenti nella mia testa.

    Ho anche delle giornate però, fotografate nella mente, che testimoniano a me stessa, quanto in realtà sia stata fortunata, perché sì… ero lì, per fortuna sono stata lì.

    Non mancherà la voglia di parlare di una delle tante avventure e dei viaggi che hanno plasmato la mia persona, rendendola migliore, in tutto… ma non ora.
    CITAZIONE SEMPRE APPREZZATA

    Stasera mi è tornata in mente una giornata di mare. L’anno scorso ho passato qualche giorno con i miei e mi sono ritrovata a vivere il mare, stando in una piccola casa in affitto, che ti permette di godere dei colori del tramonto dal terrazzo. Talmente vicina al mare, che la notte, lasciando la finestra aperta, potevi sentire le onde e devo dire che non è proprio come quando metti su Spotify, la musica per aiutare a dormire.

    È una sensazione incredibile.

    Dunque settembre in alcuni punti del litorale laziale, può rivelarsi ancora un mese che regala molto.

    Piano piano stavano tutti lasciando la spiaggia, io invece preferisco restare sempre fino all’ora di cena. Poca gente, bambini rumorosi che si avviano a casa con i genitori, i miei genitori che rincasano ormai presto, con le loro necessarie abitudini, che non puoi assolutamente modificargli e la possibilità quindi di potermi concentrare su qualcosa che mi rimane sempre difficile fare. Guardare.

    Il cielo era pieno di Aquiloni, tutti intorno. Per grandi, che si lasciano portare dal vento e per piccoli, che passavano avanti e indietro grazie ai venditori inarrestabili. Tutti quei colori, quel volteggiare, non può non riportare alla memoria quando eri piccolo, se come la maggior parte di quelli della mia età, si viveva il mare per quasi tre mesi di vacanze.

    C’è stato un momento in cui, un Kite fuori controllo si e’ avvicinato cosi’ tanto a noi, che immaginai si potesse impigliare al lettino di mia madre, presa nella sua lettura da non accorgersene e se la portasse via. Ho creduto di poterla vedere fluttuare nel blu, serena, col suo libro e il cappellino di paglia da uomo. Me lo ricordo bene, perché non riesco più facilmente a lasciare spazio alla fantasia, quella fu una piacevole eccezione dopo tanto tempo.

    Mia madre sorrideva cosi’ poco. Non sentivo una sua risata da giorni, la sua stanchezza, a causa nostra e il suo non riuscire più a rilassarsi, l’avevano resa una donna quasi irriconoscibile. Al limite dell’anaffettività. Proprio lei, che mi ha insegnato ad essere fisica con chi amo… ma le cose cambiano per tutti ed io non posso voler fare quello che mi viene istintivo fare, cioè avere il controllo delle cose.

    Eravamo ormai rimasti in pochi. Un ragazzino che lancia vicino la riva una rete da pesca, con la bravura di un uomo. Tre lanci perfetti e quella rete pero’ rimasta vuota, per fortuna.

    Poi c’e’ questa giovane donna, su una piccola sdraio color aragosta. Ad un certo punto lei guarda il mare, fin quando si crea una linea definita di sole, probabilmente è il momento che preferisce. Il vento l’aiuta, ma lei non sa piu’ respirare come una volta. Ogni tanto continua a guardarsi intorno, per esercitarsi.

    Quando si accorge che è ora di rientrare, sa solo che le emozioni diverse vissute in quella giornata, banale per molti, lei le ricordera’, anche dopo un anno.